Ultra Fractal Tutorial -- Come costruire un'immagine partendo da zero?


Tecniche di tre artisti:
Janet Parke, Damien Jones & Kerry Mitchell
inviati alla Mailing List di Ultra Fractal Martedi 18 Maggio 1999


Janet Parke

Nessumo mi ha mai fatto realmente questa domanda, ma ho deciso ugualmente di darle una risposta. ;-) Molte persone hanno detto quanto sia difficile cominciare a costruire un'immagine da zero. Dato che e' proprio questo che faccio di solito, ho pensato che forse qualcuno avrebbe potuto essere interessato a come faccio. Se non fosse così, chiedo scusa per quello che indubbiamente sarà un'altro messaggio lungo.

So di aver detto questo in precedenza, ma forse non su questa lista -- quando fu rilasciata la prima versione beta di UF non potevamo ancora importare i file dei parametri di FractInt. Inoltre, a causa di difficolta' di vario tipo, non avevo nessuno dei parametri di FractInt da importare (circa 2 dozzine in tutta la mia vita -- nessuno dei quali era solo un po' memorabile).
Cosiiiiiiiiiii... ho dovuto imparare a lavorare da zero, e nei successivi 9 mesi, la mia strategia si è evoluta in questo modo:

- Ho impostato il gradiente "Grayscale" della cartella "Standard" come mio gradiente di default. In questo modo quando iniziavo una nuova immagine, mi potevo concentrare sulla forma senza dovermi districare tra i colori.

- Ho scelto una formula e ho cominciato a cercare una forma interessante. Se stavo lavorando con un Mandelbrot/Julia che incorporava il dispositivo di switch, aprivo spesso il Mandelbrot, premevo la barra spaziatrice o l'icona Switch sulla toolbar e utilizzavo l'eyedropper per trovare un posto interessante in cui zoomare.

- Dopo aver trovato una posizione ragionevolmente interessante, io cominciavo a provare differenti algoritmi di colorazione. Da allora ho lavorato principalmente con formule di Damien e con poche altre formule di Ron, Kerry e Mark. Ora ci sono così tante formule tra cui scegliere, che ognuno potrebbe trascorrervi giorni interi! Ad ogni modo, con questo non voglio dire che le altre formule non siano buone, mi sono solo concentrata su quelle di Damien.

- Mi piace avere a disposizione uno strato che abbia una colorazione omogenea -- qualcosa come "Exponential Smoothing" o "Smoother Iterations". Poi di solito cercavo (tra le formule di Damien) "Cilia", "Curvature Average", "Lyapunov", "Triangle Inequality Average" ed infine, "Orbit Traps". Ogni volta che trovavo una vista che mi piaceva, tenevo quello strato e ne aggiungevo uno nuovo. Non mi preoccupavo se o come gli strati si fondevano, non facevo altro che raccogliere e ordinare una lista di strati che avessero effetti piacevoli, freschi, o insoliti. Ho tenuto la formula "Orbit Traps" per ultima perchè ero sicura che li' avrei trovato qualcosa di piacevole con cui lavorare.

- Dopo aver ottenuto da 3 strati in su che sembravano interessanti, iniziavo a giocare con i colori. Prendevo uno strato, impostavo la visibilità degli altri su off in modo da poter vedere ciò che facevo, aprivo l'editor del gradiente e premevo Ctrl-3 per ottenere un gradiente casuale. Lavoravo esclusivamente in modo HSL (premi Ctrl-H con l'editor del gradiente aperto) perchè mi dava il controllo che volevo. Se il gradiente ottenuto in questo modo mi piaceva, lo tenevo. Altrimenti premevo Ctrl-3 fino a trovare una combinazione di colori che mi piacesse e che avesse i punti di controllo più o meno nei posti giusti per mostrare il disegno -- tutto ciò avrebbe potuto, ad ogni modo, essere modificato in seguito. Non ho mai salvato i gradienti perchè sembravano essere legati inestricabilmente con lo strato ed il frattale per il quale era stato ottenuto.

- A volte creavo un nuovo gradiente per ciascuno strato per vedere cosa succedeva, ma spesso copiavo il primo gradiente in diversi altri strati e cominciavo a giocare con il "Merge Mode". Potevo usare o non usare tutti gli strati della mia lista.

- Con un po' di fortuna, da qualche parte, qualcosa cominciava ad emergere. Se era un'altra di quelle forme floreali che apparivano così spesso nelle mie immagini, cercavo di resistere, ma spesso a questo punto, il frattale era in vantaggio e io cercavo di seguire la direzione nella quale sembrava muoversi più che cercare di cambiarla. Ti sembra esagerato?

Non progettavo l'immagine prima di cominciare-- o almeno non ci sono mai riuscita. Penso che sia molto importante essere in grado di capire quali immagini sono promettenti e quali no e poi avere la pazienza di elaborarle/modificarle fino ad ottenere qualsiasi cosa potrebbero diventare.

Ad ogni modo, io lavoro in questo modo.



Damien Jones

Oooo, sembra un divertimento. Posso provare anch'io? Posso? Posso? :-)

Comincio sempre da zero. Io non ho cambiato il mio gradiente di default in grigio, perchè per me è più facile vedere quello che e' possibile ottenere riguardo al colore se ci sono almeno alcuni colori con cui cominciare a lavorare. Ma generalmente prendo una formula, spesso una del tipo Mandelbrot.

A questo punto comincio a giocare con i parametri della formula. Attualmente sto facendo un po' di esperienza con le formule "DoubleNova" e "DoubleHalleyNova", così spesso cambio l'esponente o il valore della scala di queste formule. Durante questo stadio io sto cercando qualche forma interessante, qualcosa che non abbia mai visto prima. Potrei aprire la finestra Switch, e guardare rappresentazioni di tipo Julia. Potrei fare qualche piccolo zoom, di solito non troppo in profondità.

Se mi sento incline, io potrei armeggiare con alcune trasformazioni. Non sono molto bravo con le trasformazioni; a volte le uso per fare colpo, penso. La maggior parte di esse cambiano la forma del frattale abbastanza da permettermi di sentire che potrebbero essere applicate prima che io inizi realmente l'esplorazione.

Il passo successivo è la sperimentazione degli algoritmi di colorazione. Anch'io tendo a provare un po' di algoritmi, sebbene le mie scelte siano spesso influenzate dalla mia scarsa comprensione delle formule. Io di solito provo "Triangle Inequality", "Lyapunov", "Kerry's Statistics", più poche altre del tutto casualmente; se non riesco a trovare qualcosa che mi conquisti immediatamente, ritorno ad usare "Orbit Traps", che quasi sempre può produrre immagini interessanti con l'impostazione di alcune opzioni.

A meno che le impostazioni di default dell'algoritmo di colorazione producano risultati sbalorditivi -- e succede raramente -- sperimenterò le altre opzioni. Ci sono alcune impostazioni che preferisco provare, come "real(z)" per "Statistics". Se trovo qualcosa che prometta qualche dettaglio interessante, continuerò a zoomare in quel punto. Se trovo un algoritmo di colorazione che sia interessante o una combinazione di opzioni, a volte aggiungo uno strato e continuo l'esplorazione. Potrò cancellarlo in seguito. Ad un certo punto durante la mia sperimentazione con gli algoritmi di colorazione, comincerò a giocare casualmente con i gradienti ("Randomize Misty" è, il mio preferito) per cercare di tirar fuori nuove possibilità e caratteristiche. Preferisco ancora cercare delle strutture piuttosto che una colorazione finale.

Giunto a questo punto, mi trovo davanti un frattale con una nuova formula, una nuova colorazione, e qualche gradiente casuale. Possibilmente con due strati, sebbene di solito sia uno solo. Ho visto alcune forme che mi interessano e voglio tirarne fuori i dettagli, o sottometterlo, per farlo apparire quello che voglio. Ora passo dalla fase dell'esplorazione senza meta a quella dei raffinamenti continui per cercare di costringere il frattale a diventare quello che avevo immaginato nella mia mente.

A questo punto tiro fuori qualche trucco dal mio repertorio, tecniche che, come ho appreso, funzionano abbastanza bene, per cercare di modificare il frattale. Spesso cerco di clonare lo strato inferiore, poi cambio giusto uno o due parametri dell'algoritmo di colorazione, e combino i due strati (con lo stesso gradiente) con i Merge Mode "Hard Light" o "Overlay". Ciò funziona particolarmente bene se i parametri che sono stati cambiati si completano naturalmente; per esempio, se uno strato ha "real(z)" come opzione, imposterò il parametro dell'altro su "imag(z)". Se uno strato usa il parametro "Distance Coloring" per l'algoritmo "Orbit Traps", userò l'algoritmo "Angle Coloring" per l'altro. Non lo faccio sempre, perchè a volte le combinazioni sono blande o di scarso interesse, ma sono combinazioni che provo comunque.

Se sono di umore particolarmente paziente, potrei provare un mostro multi-strato. Di solito ci sono dieci o più strati, attentamente miscelati in modo che ogni strato abbia un impatto minimo, in cui un singolo parametro nella colorazione potrà essere variato in un piccolo intervallo e per tutti gli strati. In questo modo sono state ottenute immagini come "Ethereal", "Ephemeral", e "Gorgon". Se vuoi provare, avrai bisogno di quanto segue: abbondanza di RAM (chiudi tutti gli altri programmi), un processore veloce (come se stessi elaborando dieci volte la quantità normale), e pazienza. Preparati a gettar via molti di essi, essi sono *molto* difficili da ottenere.

Gli ultimi passi sono la modifica della colorazione e la sperimentazione del "Merge Mode". Se sono di buon umore ed in sintonia con i colori, potrei modificarli giusto un po', qua e là, una specie di tocco finale. Se, invece, i colori non mi ispirano ma la forma è promettente, proverei qualche altro gradiente casualmente, e modificarlo dopo aver trovato qualcosa di promettente. Quasi mai utilizzo un gradiente casuale senza averlo aggiustato.

Se l'immagine ha molti strati, o ha strati con gradienti differenti, e voglio modificare i colori senza rimpiazzarli completamente, spesso aggiungerò uno strato per "aggiustare i colori". Questo strato utilizzerà la formula "Mandelbrot" standard, 1 iterazione, bailout 1e20, con il colore interno impostato a (0,128,128) in modo HSL. Poi cambierò il "Merge Mode" di questo strato impostandolo su "HSL Addition" e "Opacity" al 100%. In questo quot;Merge Mode", il colore (0,128,128) sarà "neutrale", e non avrà effetto. Posso modificare la tinta dell'intera immagine cambiando la tinta uniforme, e posso provare tutte le tinte a passi di 15 circa. Posso ridurre o incrementare la saturazione agendo sulla saturazione del colore uniforme. Di solito non cambio la luminosità agendo su questo strato, in quanto, di solito, essa è parte dell'immagine che mi ha attratto all'inizio.

Un altro trucco che potrei usare è quello di invertire la luminosità senza cambiare la tinta. Per far questo, uso uno strato di "aggiustamento della tinta" come descritto in precedenza, ruotando la tinta di 180 gradi; poi aggiungo un altro strato di "aggiustamento del colore", bianco uniforme, ed imposto il suo "Merge Mode" su Difference. Questo inverte la luminosità e ruota la tinta di altri 180 gradi (nella posizone iniziale). Faccio tutto questo con gli strati piuttosto che modificando il gradiente perchè è difficile o impossibile ottenere questo effetto modificando molti gradienti molto differenti.

A volte durante l'esplorazione, spesso prima di iniziare a modificare i colori, ma a volte anche dopo, cambio le dimensioni dell'immagine. Ci sono diverse dimensioni e rapporti che utilizzo, 4:1, 8:3, 4:3, 1:1, e la versione ritratto di questi raporti. Le più sottili delle quali sono difficili da ottenere, e, spesso, è difficile persuadere un frattale ad adattarsi bene alla forma desiderata.

asi mai attribuisco un nome al frattale prima che sia terminato, sebbene ci siano alcune notevoli eccezioni. (Non tutte spedite alla mailing list.) In qualche modo potrebbe essere più difficile che crearlo. :-)



Kerry Mitchell

Ecco quello che faccio io:

Anche io uso un gradiente di default. Attualmente è uno spettro di tinte completamente sature in cui è assente il verde (Penso di non avere molta simpatia per il verde del computer.). Per me, il gradiente con cui lavoro non è un grande problema, ma se uso sempre lo stesso, posso utilizzare i colori che vengono dall'immagine e regolarli come preferisco.

Le mia immagini preferite, in genere, provengono da una formula del tipo "Julia", ed io ho stabilmente delle impostazioni dei parametri della formula "Julia" da usare più e più volte. Alcuni di essi sono: (-.778,.201), (-.1,1), e (.28,.005). Quando li immetto in un'immagine, ho centinaia di essi immagazzinati in file di testo (originari di Fractint) che potrei tagliare e incollare in UF.

Per me, le mie immagini quasi sempre hanno una profonda correlazione con i parametri e lo schema di colorazione. Per esempio, potrei usare il "polar angle" come strato che definisce la tinta ed il corrispondente "radius/magnitude" come strato di saturazione. Trovo che usare in maniera armonica molteplici aspetti di un dato schema di colorazione può dare un rilevante elemento di coesione ad un'immagine.

Spesso uso molti strati (8 o più). Questo può aiutare a ridurre l'effetto striature per quelle colorazioni che non hanno continuità. Tutto ciò funziona molto bene con formule tipo "embossed", che non necessariamente hanno bande d'iterazione ma possono ancora avere netti salti. Una cosa che mi piace fare, è quella di usare diversi strati, ciascuno con una colorazione in bianco e nero, e trasformarli in un continuo range di grigi.

Io sono poco incline ad usare troppo le trasformazioni senza che stia cercando un effetto speciale (leggi: premeditato). I rapporti che utilizzo maggiormente sono: 4:5 (per immagini che potrei voler allargare per poterle stampare in formato 16x20), 1:1 (quadrato) e 3:2 (va bene per fotografare il monitor con pellicole da 35mm).

Avviso per i nuovi utenti e per tutti quelli che vogliono ascoltare: scegli pochi attrezzi (algoritmo di colorazione, formule, impostazioni di parametri) e lavora con essi intensamente per vedere come lavorano. Non cercare di usare e capire ogni cosa contemporaneamente. Ricomincia spesso dall'inizio. Gioca.





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